Ashley Madison, le vittime dell’hack incasseranno 3500 dollari. Oppure solo 2

Dati personali presi e pubblicati alla mercé di tutti: quello che ha riguardato il database del sito per incontri Ashley Madison è stato uno dei cyber-furti più famosi della storia, per dinamiche, danni e persone coinvolte. Eppure, sembra che le vittime possano recuperare un massimo di 3500 dollari a titolo di risarcimento.
La piattaforma per relazioni extraconiugali (il claim recitava “La vita è breve. Concediti una scappatella”) subì un attacco che coinvolse, nel 2015, 37 milioni di account. Una fuga di dati che secondo John McAfee non poteva che essere stato condotto da qualcuno interno all’azienda e che ha generato una coda lunga che ancora oggi esiste. Per le persone coinvolte, non c’era in gioco solo la sicurezza: molti furono gli utenti minacciati di estorsione perché non venisse fuori il loro segreto e molti i matrimoni andati alle ortiche. Per qualcuno, nella parte d’America benpensante, le pressioni di quella violazione hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una condizione psicologica evidentemente già compromessa.
Il racconto delle difficoltà e paure dei giorni successivi alla violazione passa attraverso le parole di una cronista: “Nei primi giorni ho scritto a circa duemila utenti di Ashley Madison. All’inizio mi ha risposto qualche dozzina: erano spaventati e confusi riguardo a quello che l’attacco informatico poteva significare per loro”, ha spiegato Kristen Brown a Carola Frediani, nel suo libro “Guerre di rete”: “Molti erano anche sollevati di poter parlare con qualcuno che potesse spiegargli cosa stava succedendo. Altri mi hanno rivolto domande sulla loro situazione personale, e ho cercato di rispondere come potevo”.
Ruby Corp,

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