(Immagine: SDO/NASA)Il Sole è più che mai inquieto. E stavolta il supercaldo non c’entra nulla: parliamo infatti della gigantesca macchia comparsa da qualche giorno sulla nostra stella – ad avvistarla, per primo, il Solar Dynamics Observatory della Nasa – che sta provocando una tempesta geomagnetica con conseguenze anche per il nostro pianeta. Stando a quanto ha appena dichiarato all’Ansa Mauro Masserotti, consigliere per lo spaceweather all’Osservatorio di Trieste dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), infatti, “la macchia ha prodotto un’esplosione che ha scagliato uno sciame di particelle verso la Terra e che ha già provocato problemi alle comunicazioni radio sul Pacifico e sull’Artico, e potrebbe generare una tempesta magnetica di media intensità che potrebbe causare altri problemi alle comunicazioni e ai satelliti”. Anche il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l’ente statunitense che monitora clima, oceani e atmosfera, ha confermato la previsione, spiegando che il flusso di particelle della tempesta geomagnetica è arrivato sulla Terra il 16 luglio e durerà probabilmente fino a tutta la giornata di oggi, innescando un fenomeno “di moderata entità”, una tempesta di livello G2, il secondo più grave su una scala che arriva fino a 5.

Come spiega la Nasa, la macchia è un’area della superficie solare più scura e fredda rispetto al resto: è stata chiamata Active Region 12665 ed è larga circa 120mila chilometri (molto più della Terra, approssimativamente quanto il pianeta Giove). “Si tratta”, dicono dall’agenzia spaziale statunitense, “di un’area che ha un’attività magnetica intensa e complessa, in rapida rotazione, che sta crescendo piuttosto

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