Dal 1989 IMD World Competitiveness Center di Losanna mette a punto un’analisi dei fattori di successo e di debolezza di 63 paesi (quest’anno sono stati inseriti anche Cipro e Arabia Saudita), stilando la classifica sulla competitività.
 
Quest’anno a balzare al comando è Hong Kong, seguita da Svizzera e Singapore. L’edizione 2017 registra  lo scivolone degli Stati Uniti che si piazzano al quarto posto ( la peggiore performance degli ultimi 5 anni). Anche l’Italia perde nove posizioni (44° su 63) rispetto al 2016. Una penalizzazione simile viene registrata dalla Turchia che dal 38° posto passa al 47° e della Repubblica slovacca dal 40° al 51°. In fondo alla classifica sono finiti Ucraina, Brasile e Venezuela penalizzati da una profonda crisi economica, politica e sociale.
 
Nei grafici sottostanti è possibile confrontare il piazzamento dal 2013 al 2017 dei Paesi del G7. Quasi tutti arretrano (Germania compresa)  sia nella classifica globale, sia in quelle settoriali che analizzano l’efficienza a livello economico, delle azioni del governo e delle infrastrutture. Il ranking viene stabilito analizzando un’immensa mole di dati (su 260 indicatori) che provengono sia da statistiche nazionali, sia da 6.250 risposte fornite dai top manager su diversi temi quali  corruzione, ambiente,  qualità della vita.
Nell’Info Data si possono scegliere anno e indicatore economico. Le nazioni sono organizzate in base alla loro posizione nel ranking. 

 
 
 
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