Che cosa è il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione

La rotta per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, idealmente almeno fino al 2019, è tracciata e oggi è arrivata anche la firma del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni al Piano triennale presentato realizzato dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) e dal Team per la trasformazione digitale (quello guidato dal digital champion nazionale Diego Piacentini). Ad annunciarlo, il premier e le stesse agenzie governative.

Firmato il #PianoTriennale @teamdigitaleIT. La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione è una priorità
— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) 31 maggio 2017

Cosa prevede, allora, il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione? Come spiega in un post su Medium Diego Piacentini “è il documento ufficiale utilizzato per pianificare gli investimenti tecnologici in maniera strutturata e con una visione strategica per il triennio 2017–2019”.
La pubblica amministrazione deve trasformarsi ma lo deve fare in maniera coerente, sia a livello centrale che locale, anche per quanto riguarda lo sviluppo dei sistemi informativi. A chiarire come andrà sviluppata l’informatica pubblica è appunto il Piano. Altro obiettivo, e banco di prova da superare, anche quello delle spese sul fronte Ict: in pratica le amministrazioni devono razionalizzare i costi.
Se però ai piani alti delle amministrazioni e quelli operativi pensano di trovare una sorta di set di istruzioni generale, e su cui fare affidamento per i prossimi tre anni, sbagliano: infatti, si tratta di un piano che evolverà e incorporerà informazioni anche nel tempo. Lo dimostrano anche le tempistiche: nel 2017 vengono definite le attività del 2018, ogni anno a settembre si rilascia una versione aggiornata in vista dell’anno successivo.

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