Google mette la sua foto tra i criminali australiani: fa causa per diffamazione

Beccarsi un colpo di pistola nella schiena mentre si è seduti al ristorante nel 2004 e poi finire nei risultati di ricerca sotto la voce “Melbourne criminal underworld photos“: Milorad “Michael” Trkulja non ci sta. La sua battaglia legale contro Google può continuare: ha ottenuto nuovamente diritto di citare in giudizio l’azienda per diffamazione.
La corte suprema di Victoria gli diede ragione nel 2012, sostenendo che Google partecipasse alla diffamazione pubblicando le sue foto come correlate al sottobosco criminale della città. Quattro anni dopo però, la corte d’appello annullò la decisione, adducendo le difficoltà di dimostrare la responsabilità.
L’ultimo ribaltamento mercoledì, quando la sentenza è stata annullata dall’Alta Corte Australiana e Google invitata a pagare le spese legali a Trkulja. “Farò causa a Google … e farò causa fino a che non si fermeranno. Voglio che blocchino le mie foto“, ha insistito l’uomo, come riporta The Guardian. “Non sono un criminale, non sono mai stato coinvolto e farò in modo che queste persone non rovinino la mia famiglia – ho dei nipoti“.
Per adesso, mentre l’avvocato del querelante sostiene che il danno d’immagine esista, se si considera che al fianco dell’assistito nei risultati compaiono i reali volti di personaggi della malavita, gli avvocati di Google ritengono “irrazionale“ che gli utenti possano pensare che le foto suggerite sian tutte di reali criminali. A dimostrarlo, la presenza di poster di film, loghi di Google e attori che hanno interpretato film sul tema.
Trkulja ha anche contestato la diffamazione per le opzioni di autocompletamento di Google per il suo nome, tra le

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