Inquina meno una dieta a base di ostriche e sardine di una vegetariana

Altro che dieta vegetariana o vegana. Per essere davvero amici dell’ambiente, bisognerebbe mangiare per lo più ostriche e sardine. A raccontarlo sulle pagine di Frontiers in Ecology and the Environment è stato un nuovo studio dei ricercatori della University of Washington, secondo cui la produzione di alimenti più ecosostenibile, e quindi con il minor impatto ambientale, sarebbe proprio quella di piccoli pesci, come le sardine e aringhe, e molluschi, come ostriche, cozze e capesante.
Per capirlo, i ricercatori americani hanno passato in rassegna centinaia di studi precedenti che analizzavano tutte le fasi del ciclo di vita di diversi prodotti di origine animale. Selezionandone 148, perché ritenuti più esaustivi, i ricercatori si sono poi concentrati principalmente su 4 parametri, per riuscire a valutare l’impatto sull’ambiente dei prodotti: l’energia impiegata, le emissioni di gas serra, il rilascio di nutrienti in eccesso (come i fertilizzanti) e di sostanze che potrebbero causare l’acidificazione (e quindi le piogge acide).
Per confrontare gli impatti ambientali tra i vari alimenti, i ricercatori hanno poi utilizzato una quantità standard di 40 grammi di proteine, circa quelle contenute in un hamburger, come riferimento. Per esempio, hanno calcolato la quantità di gas serra prodotta per 40 grammi di proteine in tutti i tipi di alimenti presi in esame. Dai risultati è emerso che la produzione alimentare con il minore impatto ambientale è la pesca di piccole specie di pesci, come sardine e acciughe, e l’acquacoltura di molluschi, come ostriche e cozze. E a seguire la pesca di pollack, nasello, merluzzo e salmone. Invece, il più

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