(foto: Ilva, Taranto /Kontrolab/Getty Images)Dalle miniere del Sulcis alle acciaierie dell’Ilva, dalle raffinerie di Gela alla città di Casale Monferrato imbiancata dall’eternit, passando per il territorio del litorale flegreo con le sue discariche incontrollate di rifiuti pericolosi: nei 45 siti contaminati di interesse nazionale e regionale (Sin/Sir) si muore di più (+4-5%) e l’incidenza di tumori maligni nella fascia d’età 0-24 anni è complessivamente del 9% più alta rispetto a quella registrata nelle zone non a rischio. Sono i numeri dello studio Sentieri dell’Istituto superiore di sanità, presentati al workshop Un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati, presso il ministero della Salute. L’aggiornamento comprende i dati raccolti nei siti dove è attivo un registro tumori (28 su 45 aree di interesse) nel periodo 2006-2013.
“Sono numeri degni di nota e nel complesso tracciano un quadro coerente con quello emerso dalle precedenti rilevazioni. Questo significa che non vi è stato ancora un generale miglioramento della situazione della contaminazione ambientale a livello nazionale”, ha spiegato Pietro Comba, responsabile scientifico del progetto Sentieri.
Lo studio Sentieri
Lo studio Sentieri a cura dell’Istituto superiore di sanità è un progetto di sorveglianza epidemiologica che monitora mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri nei territori e insediamenti esposti al rischio da inquinamento. In 360 pagine sono state esaminate le associazioni tra residenza e patologie, come tumori e malformazioni congenite, in relazione a 9 tipologie di esposizione ambientale (amianto, area portuale, industria chimica, discarica, centrale elettrica, inceneritore, miniera o cava, raffineria, industria siderurgica).
Più tumori tra bambini e ragazzi
Dal rapporto emerge che

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