(Foto: Getty Images)Mangiare solo avocado. O nient’altro che brodo. O, ancora, solo alimenti liquidi. In fatto di diete e alimentazione, si è detto più o meno tutto e il contrario di tutto. E, come abbiamo più volte evidenziato, è sempre bene fare molta attenzione a tutte le diete che si (auto)proclamano facili e miracolose, che spesso non hanno alle proprie spalle evidenze scientifiche solide e che talvolta possono addirittura comportare grossi rischi per la salute di chi le adotta. Oltre ai regimi che precludono (o consigliano) questo o quell’alimento, una branca relativamente nuova è la cosiddetta crononutrizione, ossia la scienza che indaga il legame tra ritmi circadiani (i cicli biologici di 24 ore regolati dall’orologio interno al nostro organismo e caratterizzati dalla variabilità periodica di livelli ormonali e funzioni fisiologiche: ci torneremo tra poco) e metabolismo.
L’idea alla base è semplice: dato che il nostro corpo funziona diversamente in momenti differenti della giornata, è lecito aspettarsi che anche l’assunzione dei nutrienti dal cibo che ingeriamo sia variabile a seconda dell’orario. L’ultima prova scientifica sul tema è un piccolo studio in via di pubblicazione sulla rivista Cell Metabolism, che ha mostrato come ingerire tutte le calorie della giornata prima delle tre di pomeriggio sia legato a una più veloce perdita di peso, a un maggiore controllo dei livelli di glucosio nel sangue e a una diminuzione della pressione arteriosa. Con l’aiuto di un esperto, abbiamo cercato di capire cosa ci sia di vero: ecco quello che abbiamo scoperto.
Orologio biologico e metabolismo
L’esistenza di

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