Cristina Scocchia, ad di Kiko, a The Future Makers di Bcg ItaliaUn piano industriale da 90 milioni di euro farà crescere Kiko, il marchio di cosmetica, in Oriente e sul web. Il piano triennale dell’amministratore delegato Cristina Scocchia, in sella dallo scorso luglio, punta a spostare a est la bussola degli affari del gruppo bergamasco. “Vogliamo ridisegnare il nostro footprint geografico“, spiega Scocchia a Wired. “Abbiamo ridimensionato la nostra presenza negli Stati Uniti, abbiamo chiuso 27 negozi su 30“. In parallelo l’azienda di cosmesi allargherà la presenza “in Medioriente, Turchia e India. In Asia la crescita demografica ha spinto la domanda di cosmetici e di prodotti italiani a un prezzo abbordabile“.
Il secondo asse di sviluppo è il digitale. E la quota di vendite su ecommerce. “Oggi pesa per il 3,5%, in tre anni vogliamo raddoppiarla, arrivare almeno al 7%“, prosegue Scocchia. Circa un quarto del piano di investimenti, 25 milioni di euro, è destinato alle tecnologie informatiche e al segmento commercio elettronico. Sei mesi fa Kiko ha siglato un accordo con Amazon per le vendite negli Stati Uniti e presto sarà esteso al mercato inglese. Di recente l’azienda di cosmesi è sbarcata su Nykaa, piattaforma indiana di ecommerce di moda e bellezza. “Stiamo valutando l’ingresso in piattaforme cinesi. Dovremmo firmare i primi accordi entro due-tre settimane“, annuncia Scocchia a margine di The Future Makers, l’evento organizzato dall’ufficio italiano della società di consulenza statunitense The Boston Consulting Group, e che coinvolge cento studenti in un percorso di formazione su futuro e

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