Christopher Wylie, il whistleblower che ha rivelato i “Cambridge Analytica Files”. Credits: The GuardianChristopher Wylie, l’uomo senza il quale il nome “Cambridge Analytica” sarebbe rimasto per tutti solo il nome di un’azienda, domani testimonierà davanti al Senato degli Stati Uniti. E sembra non vedere l’ora. Nel tweet che ha pubblicato, nel quale allega la lettera d’invito ricevuta, conferma l’importanza di stanare meccanismi come quelli che lui per primo ha reso pubblici.
Perché Cambridge Analytica non è stato che un indicatore, spiega, come i canarini portati dai minatori sotto terra per avvertire il pericolo e salvarsi in tempo. “Dobbiamo fare di più per assicurarci che Facebook e gli altri siano responsabili nei confronti degli utenti”, scrive il whistleblower che ha detonato uno dei più grossi scandali che l’impero digitale ricordi.
Quello che ha portato davanti al Congresso due giorni di seguito il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg e che ora vedrà lui testimoniare, decisamente su un altro fronte.

Tomorrow, I will be attending my first public testimony at the US Senate Judiciary Committee. Really pleased senators from both parties are coming. Cambridge Analytica was the canary in the coal mine. We need to do more to make sure Facebook and others are accountable to users. pic.twitter.com/IhbybrZiSn
— Christopher Wylie (@chrisinsilico) May 15, 2018

L’ex dipendente di Cambridge Analytica è atteso dal Comitato giudiziario lo attende in mattinata (ora locale). Il Dipartimento di giustizia americano e l’Fbi hanno aperto un’indagine sulla società che ha usato per le sue attività i dati di oltre 50 milioni di utenti Facebook, usati per un’altissima

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