OpenZone raddoppia, 37mila metri quadri dedicati alle scienze della vita alle porte di Milano

Sono partiti i lavori per l’ampliamento di OpenZone, il campus scientifico con annesso incubatore di impresa voluto dalla multinazionale del farmaco Zambon a Bresso, cittadina a pochi chilometri a Nord di Milano. Aperto da qualche giorno il cantiere, questa mattina è stato presentato alla stampa il progetto da 56 milioni di euro che, da qui al 2020, porterà alla realizzazione di due nuovi edifici destinati a laboratori e uffici. A lavori ultimati, su una superficie di oltre 37mila metri quadrati, lavoreranno 1.200 persone.
Descritto dalla presidentessa dell’omonimo gruppo Elena Zambon come il terzo vertice di un triangolo ideale dedicato alle scienze della vita che collegherà la Città della Salute e lo Human Technopole, OpenZone ospita oggi poco meno di 10mila metri quadrati di laboratori, 1.500 dei quali dedicati alla sicurezza dei farmaci, 22 aziende e 600 lavoratori. “Vogliamo”, ha spiegato Zambon durante la conferenza stampa, “che questo sia il luogo in cui la ricerca dialoghi con le imprese e la comunità scientifica. Il nostro unico interesse è che le idee si trasformino in progetti ed arrivino al mercato. E in questo modo ai pazienti”.
E proprio l’idea dello scambio di idee e della loro condivisione è alla base del progetto realizzato dall’architetto Michele De Lucchi. “Oggi gli uffici sono luogo di incontro, non solo di produzione”. Per questo, nel progettare le due nuove torri, “abbiamo messo al centro le aree nelle quali è più facile un incontro più immediato, che favorisca uno scambio. Le idee non nascono dove tutto avviene per consuetudine,

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