Ora si fa sul serio. Dopo gli annunci dei giorni scorsi, Facebook è chiamata alla prova dei fatti. E con la pubblicazione di due comunicati ufficiali nel lasso di poche ore, arrivano dettagli importanti sulla storia di Cambridge Analytica e novità importanti circa le misure per il trattamento dei dati personali.Innanzitutto il datagate. Da Menlo Park fanno sapere che i dati finiti nelle mani della società londinese che ha seguito la campagna elettorale di Donal Trump riguardano ben 87 milioni di utenti, e non 50 milioni come emerso in precedenza.
«In totale – scrivono da Facebook – riteniamo che le informazioni di un massimo di 87 milioni di persone, per lo più negli Stati Uniti, possano essere state condivise in modo improprio con Cambridge Analytica». Un dettaglio importante che mira nella direzione della trasparenza, unica arma in mano a Zuckerberg per riconquistare la fiducia degli utenti. Inoltre, la società ammette che i dati della maggior parte dei suoi due miliardi di utenti potrebbero aver subìto accessi impropri, a causa delle possibilità di ricerca in base al numero di telefono o all’indirizzo e-mail.

Nuove misure di protezionePer ripartire, Facebook punta tutto su un aggiornamento sostanziale del trattamento dei dati personali. Un aggiornamento che riguarda l’intero ecosistema Facebook, e dunque anche Messenger, Instagram, Whatsapp e i visori Oculus, che ora avranno tutti la stessa normativa sui dati. «L’esperienza d’utilizzo di questi strumenti non cambierà» fanno sapere i vicepresidenti di Facebook, Erin Egan e Ashlie Beringer. Ma ribadiscono quanto sia «importante mostrare alle persone come

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