(Foto: Pixabay)Negli Stati Uniti, la legalizzazione e la diffusione della cannabis terapeutica hanno portato con sé anche una diminuzione delle prescrizioni mediche di oppioidi. Questo dato è stato mostrato da due studi condotti a partire da due vasti gruppi di popolazione statunitense, uno condotto dall’Università della Georgia ad Athens e l’altro da due ricercatori guidati dalla University of Kentucky College of Public Health Lexington. I risultati sono pubblicati su Jama International Medicine.
La scelta di analizzare i dati degli Stati Uniti non è casuale: qui, a partire dagli anni 2000, si è manifestato un fenomeno, chiamato crisi degli oppioidi, che consiste nel rapido e crescente aumento dell’uso non appropriato di queste sostanze e dell’impennata dei casi di overdose, con una crescita della mortalità del 320% negli ultimi 15 anni (90 americani muoiono ogni giorno per overdose di oppioidi). Al punto che questa crisi è diventata un’emergenza sanitaria pubblica, come ha dichiarato anche Trump lo scorso 26 ottobre 2017. Alcuni studi hanno messo in evidenza che un possibile interruttore di questo fenomeno è rappresentato proprio dalle prescrizioni mediche in situazioni in cui la cannabis terapeutica non è legale. Al contrario, secondo altre evidenze, la legalizzazione della marijuana terapeutica potrebbe fornire un antidoto a questo uso inappropriato.

Negli Usa, 29 stati hanno legalizzato la cannabis terapeutica (la California per prima, nel 1996). All’interno di questa cornice, i ricercatori hanno voluto studiare il legame fra l’introduzione di leggi e le prescrizioni. Per farlo, hanno analizzato il numero di ricette mediche con queste sostanze in tutti gli stati Usa, dal 2010

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