Dall’hiv alla mail, Grindr condivideva informazioni sensibili dei suoi utenti

L’app di dating Grindr permetteva a terze parti di conoscere i dati sensibili dei loro utenti, ad esempio se avevano o meno l’hiv. Parliamo di circa 3.6 milioni di utenti attivi al giorno in tutto il mondo. Due aziende, Apptimize e Localytics, ricevevano alcune informazioni che gli utenti dell’app di dating scelgono di condividere, comprese quelle sul virus e la data dell’ultimo test.
Secondo quanto riferito dal ricercatore della non-profit norvegese Sinteef Antoine Pultier a BuzzFeed News, le informazioni in merito alla sieropositività sono spedite alle altre app insieme a quelle ottenute dal gps, l’Id del telefono e la mail, il che consente un’identificazione precisa del soggetto.
Grindr ha risposto in un post ufficiale che nessuna di quelle informazioni è venduta a terze parti. Le due aziende di consulenza che avevano accesso ai dati erano deputate al miglioramento dell’app stessa e anzi, sottostavano a rigidi contratti in merito alla sicurezza dei dati ottenuti.
Il che, si è visto con Cambridge Analytica, non è esattamente sinonimo di garanzia sul futuro della privacy. Il punto infatti, non è la condizione contrattuale stabilita con i terzi, ma la condivisione con esterni all’azienda: “Anche se Grindr ha degli ottimi contratti che dicono che non possono fare niente con quelle informazioni, resta il fatto che esista un altro posto dove sono collocati dati altamente sensibili”, sottolinea a BuzzFeed News Cooper Quintin, dell’Electronic Frontier Foundation. Se qualcuno con intenti malevoli volesse sfruttarle, esisterebbe un altro posto a disposizione dove trovarle.
La categoria dello status hiv dell’app di incontri infatti, comprende anche ulteriori specifiche: chi vuole,

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