Combattere il lavoro nero nei bar e ristoranti con una app

Mangiare al ristorante agli italiani piace. Secondo un rapporto di Pricewaterhouse Cooper, oltre il 25% consuma fuori casa almeno 4 o 5 pasti a settimana, con un spesa annuale che arriverà a toccare i 77,4 miliardi di euro nel 2020 (+1,4%). Questo significa che è destinato ad aumentare considerevolmente anche il numero dei lavoratori impiegati nel mercato della ristorazione. Un esercito di un milione e mezzo di persone, sempre da qui a due anni.
Alla fine dell’anno scorso l’agenzia per il lavoro Openjobmetis (quotata in Borsa Italiana) ha lanciato una app in grado di aiutare le imprese ad assumere personale in maniera immediata e con contratti regolari: Shakejob. “La ristorazione è un settore in cui il nero è molto presente, anche per la natura stessa del lavoro, in cui prevedere i picchi o le sostituzioni con largo anticipo è spesso impossibile”, ha spiegato Daniela Pomarolli, responsabile del progetto.
I dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro, relativi al 2017, mostrano la presenza di circa 11mila casi di lavoratori irregolari nel settore. “Ciò è deleterio non solo per l’economia del nostro Paese ma anche per i soggetti coinvolti, che non sono protetti in alcun modo”, continua Pomarolli.
Neanche la misura dei voucher è servita a regolarizzare il lavoro di cuochi, camerieri e di tutte le altre professionalità impegnate nei servizi di alloggio e ristorazione. L’obiettivo di Openjobmetis è quello di riuscire a rendere disponibile Shakejob in tutta Italia.
“Grazie alla nostra piattaforma, imprenditori e lavoratori, con pochi click, potranno assumere ed essere assunti in maniera regolare”, sottolinea

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