La distanza tra Usa e Ue per la gestione della privacy non potrebbe essere maggiore. Non è infatti normativa, ma di principio: ovviamente anche negli Stati Uniti si applicano delle norme, ma sono diverse a seconda dello specifico settore (dalla salute al credito), perché non c’è un principio unico da declinare nelle differenti aeree. Invece, nell’Ue la protezione dei dati è considerata un diritto fondamentale delle persone, e questo ha conseguenze (e norme) più o meno uniformi in tutti e 28 gli stati membri. Però il rapporto si coglie meglio se si va a guardare dove nasce l’idea della privacy.
Il rapporto fra privacy e tecnologia è sempre esistito. Anzi, è stato proprio l’incalzare della tecnologia che ha spinto alla creazione del concetto giuridico di privacy e alla sua successiva definizione man mano che la tecnologia si aggiornava e nuove modalità di trasmissione delle informazioni si aggiungevano. Tuttavia, il processo è diverso da quello che potremmo immaginare ed è avvenuto in un modo e in un tempo che è poco noto e sorprendente per come successivamente ha preso corpo il dibattito fra Europa, oggi considerata l’alfiere della privacy, e gli Stati Uniti, che invece ne hanno una concezione giuridica differente e percepita nei fatti come più attenuata. Ma all’inizio le cose non stavano così.
A metà dell’Ottocento alcune tecnologie per la diffusione delle informazioni avevano preso forma. In particolare due: la fotografia e la stampa dei giornali. La fotografia a partire dal 1837 aveva raggiunto la maturità grazie al lavoro del

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