Theresa May (foto: Getty)La premier britannica Theresa May aveva imposto alla Russia di chiarire, entro la mezzanotte del 13 marzo, la propria posizione nell’avvelenamento dell’ex colonnello Sergei Skripal. Termine scaduto e rimasto inascoltato da Mosca. Ora Londra cerca alleati per le ritorsioni promesse e ha già incassato l’appoggio della Casa Bianca e dell’Eliseo.
Sia il presidente americano Donald Trump sia il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron confidano nell’adesione di altri leader dei paesi occidentali per mandare un chiaro segnale a Putin, perché l’uso del Novichok, il gas nervino usato per tentare di uccidere Skripal e sua figlia Yulia, è inteso come l’uso illegale della forza contro il Regno Unito che aveva dato ospitalità all’ex spia russa a partire dal 2010.
Cosa può accadere oraIl clima tra Londra e Mosca è da guerra fredda, nel riferire al parlamento la premier May ha detto che difficilmente i rapporti tra i due paesi potranno tornare quelli di prima. Le misure al vaglio sono l’espulsione dei diplomatici e la sospensione dei visti rilasciati a cittadini russi legati al presidente Vladimir Putin.
Non si tratta di misure di poco conto perché mettono in forse il flusso di denaro che dalla Russia viaggia verso Londra, miliardi di euro che gli oligarchi depositano nel Regno Unito fino dal crollo dell’ex Unione sovietica.
L’ipotesi di non inviare la nazionale di calcio inglese ai Mondiali 2018 che si terranno in Russia è invece stata chiarita. La squadra parteciperà ma i rappresentanti governativi che dovrebbero seguirla potrebbero invece rimanere a casa.
La risposta russaMosca continua

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