Agenzia del farmaco europea, Milano accusa l’Olanda di aver cambiato la sede scelta

L’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) a cui Milano si era candidata, vedendosi sorpassata al rush finale con un sorteggio che ha premiato l’Olanda e la città di Amsterdam, si arricchisce di un nuovo capitolo.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato di volere ricorrere alla Corte dei conti europea dopo avere chiesto e ottenuto l’accesso agli atti del governo olandese e avere individuato quelle che possono essere definite le prove delle inadempienze di Amsterdam. Secondo il sindaco le sedi da destinare all’Ema proposte dall’Olanda per concorrerne all’assegnazione sono state rimpiazzate da una nuova sede.
Nei documenti consultati, il Tripolis-Burgerweeshuispad 200 e l’Infinity Business Center-Amstelveenseweg 500 non figurano più, sostituiti da una sede inedita che non avrebbe neppure le dimensioni sufficienti per rispondere alle necessità dell’Ema.
Una conseguenza non da poco per l’Italia che era giunta a pari punti con l’Olanda ed è stata battuta dalla dea fortuna. Da qui la decisione di ricorrere alla Corte dei conti europea perché, come detto da Sala, “si configura un danno per i cittadini europei e quindi anche per le nostre tasche”.
Quando lo scorso 20 novembre, a margine del Consiglio degli affari generali Ue, l’Italia non è riuscita ad aggiudicarsi la sede Ema sono sorti alcuni interrogativi. I prerequisiti imposti dall’Europa per potere ambire a ospitare l’Agenzia sono sempre stati condivisi dai paesi partecipanti e la capacità di predisporre di una sede operativa confacente alle necessità era chiara e, in merito a quest’ultimo punto, erano sorti degli interrogativi sull’Olanda. Dubbi confermati quando si ha avuto

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