L’etichetta sull’origine degli alimenti? Già a rischio

Siamo alle solite. Tirata da una parte dai consumatori, che pretendono il diritto di sapere cosa mangiano, e dall’altra dai produttori, che preferiscono nella maggior parte dei casi poter lavorare nell’ombra, la Commissione europea deve decidere adesso da che parte stare. Il rischio è che la tanto attesa etichetta sull’origine degli alimenti (arrivata lo scorso aprile per latte e derivati, in arrivo a febbraio per pasta e riso) venga cancellata o almeno resa meno chiara. “La consultazione andrà avanti fino a fine gennaio, con un dibattito acceso tra le lobby dei produttori e i consumatori. Poi ci vorranno parecchi mesi per conoscere il contenuto definitivo del regolamento d’attuazione”, mi spiega Pier Virgilio Dastoli, a lungo direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e presidente del Comitato italiano del Movimento Europeo (Cime). “Bene che se ne parli, per sollevare comunque attenzione su un tema molto importante”.
Il tema è sicuramente sentito, e a ragione. Le recenti leggi italiane, volute dal ministro Martina e Calenda per introdurre l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della pasta, del grano o del latte, sono leggi sacrosante, semplicemente un diritto a cui è ormai impossibile rinunciare. Anche perché oggi la consapevolezza sul tema nutrizione è alta, e sono ben note le differenze che possono esserci, ad esempio, tra una pasta prodotta con grano canadese e una con grano italiano, fosse anche solo nella possibilità di trovare tracce del tanto contestato glifosato.
Succede però che il regolamento 1169/2011, che nella teoria difende questo diritto, sta appunto per arrivare

Articoli correlati

  • La pasta non fa ingrassare? Stiamo calmiApril 5, 2018 La pasta non fa ingrassare? Stiamo calmi Gli amanti della pasta possono festeggiare: il carboidrato, il pilastro della cucina italiana, tanto demonizzato, non fa ingrassare. A raccontarlo su Bmj Open, è stata meta-analisi svolta dai ricercatori dell’università di Toronto, secondo cui mangiare la una pasta non &e...
  • Le PMI italiane del settore food iniziano a scoprire la finanza alternativaApril 27, 2018 Le PMI italiane del settore food iniziano a scoprire la finanza alternativa Secondo la piattaforma Lendix Italia, le PMI italiane del food sono tra le più attive nel P2P lending grazie a tempi di risposta certi e pratiche più snelle     Fashion e food sono due tra i principali elementi per cui l’Italia è universalmente nota. Il setto...
  • Mangeresti una nutria?May 2, 2018 Mangeresti una nutria? La nutria è un animale decisamente curioso. È originaria dell’America del Sud, ma dopo la sua importazione nel vecchio continente si è ampiamente diffusa anche in Italia. Assomiglia a un grosso topo, ma appartiene in realtà alla stessa famiglia dei cast...
  • Le polpette svedesi arrivano in realtà dalla TurchiaMay 8, 2018 Le polpette svedesi arrivano in realtà dalla Turchia Nell’immaginario collettivo sono un simbolo tangibile del proprio Paese, proprio come la libreria Billy di Ikea o la collezione degli album targati Abba. Eppure le care, vecchie, in qualche modo rassicuranti polpette svedesi sarebbero in realtà state importate in Scandinavia solo nel...
  • Ecco l’hamburger impossibile: è vegano, ma sanguina come uno veroApril 21, 2018 Ecco l’hamburger impossibile: è vegano, ma sanguina come uno vero   Con la primavera iniziano i barbecue, e un hamburger al sangue che sfrigola sulla griglia è tante cose. Il profumo, il colore rosa che vira al bruno, l’inconfondibile sentore leggermente metallico della carne semicruda. Rinunciare a esperienze sensoriali, anzi, sensuali del g...
  • Le zuppe e le vellutate pronte di Pralina raccolgono oltre 100k con equity crowdfundingApril 12, 2018 Le zuppe e le vellutate pronte di Pralina raccolgono oltre 100k con equity crowdfunding La PMI salentina Pralina, che vende prodotti alimentari naturali e innovativi in tutto il mondo, ha raccolto oltre 100mila euro con equity crowdfunding su WeAreStarting   Pr.Ali.Na., società alimentare salentina, dopo vent’anni di tradizione ha deciso di ricorrere all’in...

Continua a leggere

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *