Facebook dice addio a M, il suo assistente di Intelligenza Artificiale

L’assistente digitale di Facebook, M, ha rassegnato le dimissioni. A partire dal 19 gennaio l’azienda metterà fine al progetto sul sistema di Intelligenza Artificiale nel quale aveva investito tre anni fa, ricollocando le risorse che ci lavoravano in altri settori.
I suggerimenti di contesto (cioè quelli evinti in base ai temi delle conversazioni) continueranno vivranno all’interno delle chat di Messenger (dove erano attive), ma l’idea di partenza di un assistente personale basato sull’intelligenza artificiale, capace di eseguire azioni per conto terzi, sembra essere naufragata. O meglio, sembra aver finito il suo lavoro: “Abbiamo lanciato questo progetto per imparare ciò di cui le persone avevano bisogno e si aspettavano da un assistente, e abbiamo imparato molto”, ha detto Facebook in una nota a BuzzFeed News, che ha dato per primo la notizia.
Ciò che è stato imparato, prosegue l’azienda, finirà per alimentare altri progetti di intelligenza artificiale su Facebook. Solo ad aprile dello scorso anno si parlava di una nuova serie di capacità legate al futuro di M e di scalabilità parlò David Marcus, a capo di Messenger, al momento del lancio, nel 2015. È anche vero però che proprio in aprile si iniziò a parlare dell’apertura della tecnologia agli sviluppatori: quello fu il segnale, secondo alcuni, dell’intenzione di abbandonare progressivamente l’idea del concierge tutto fare capace di parlare con gli umani. 
Probabilmente il piano di avere una propria Alexa è risultato per Facebook un investimento vano: ci sono già migliaia di sviluppatori che lavorano per migliorare i propri bot, proprio su Messenger (ed è la stessa azienda ad averli invitati

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