Alzi la mano chi riesce a dimenticare il profumo inebriante ed unico di ravioli e tortellini che animavano la tavola delle feste, insieme al brasato o al cappone. A distanza di anni, o addirittura di decenni, basta un semplice accenno a quegli odori per risvegliare una memoria che è primariamente basata sull’olfatto e solo dopo viene seguita dal gusto e dalla vista, quasi come esistesse una sorta di “raccoglitore” di stimoli odorosi in grado di mantenerli ben vivi nel sistema nervoso.
Ora la scienza sembra aver trovato il meccanismo che regola questo processo di individuazione, salvaguardia e memorizzazione delle sensazioni olfattive. Se è vero che la “cassetta di sicurezza” dei ricordi sarebbe la corteccia piriforme, che fa parte proprio del sistema olfattivo, infatti, ci sarebbe un vero e proprio percorso che porta a ricordare gli odori. A dimostrarlo è uno studio sperimentale su animali, condotto da Christina Strauch e Denise Manahan-Vaughan della Ruhr-Universität di Bochum e pubblicato su Cerebral Cortex. La ricerca mostra chiaramente che se è determinante il ruolo della corteccia piriforme risulta altrettanto fondamentale il coinvolgimento di altre aree cerebrali per arrivare a “salvare” nel nostro cervello le sensazioni. Attraverso un sofisticato sistema di stimoli elettrici le studiose tedesche sono riuscite a ricreare i meccanismi che portano a trasformare una semplice percezione olfattiva in un vero e proprio ricordo, cercando di riprodurre quanto avviene per la memoria che viene normalmente “ricoverata” in un’altra area cerebrale, l’ippocampo.
Purtroppo però questo semplice processo non è sufficiente per “mettere da parte” le sensazioni

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