Cardano è un progetto iniziato nel 2015 per migliorare il modo in cui le criptovalute sono progettate e sviluppate. L’ambizione specifica è quella di fornire un ecosistema più equilibrato e sostenibile che risponda meglio alle esigenze degli utenti, anche per integrarsi con altri sistemi concorrenti. Si tratta di un progetto particolare perché ha raccolto fin dall’inizio gruppi di accademici di alto livello: in tal modo si è formato un team interdisciplinare che ha iniziato sia a esplorare la letteratura sulla criptovaluta, sia a costruire un set di strumenti di astrazione. C’è un’ampia documentazione disponibile e anche sul sito della fondazione, basata in Svizzera.
Curiosa la storia del suo fondatore, Charles Hoskinson, che ha fondato Ethereum insieme a Vitalik Buterin, ma poi ha deciso “di muoversi verso una traiettoria più Mozilla-like, ossia no-profit, che Google-like for profit”. Il sistema è infatti completamente open source e senza brevetto: quindi tutto è progettato nello spirito di collaborazione per l’efficienza e la scalabilità dell’ecosistema.
In effetti Cardano è più di una semplice criptovaluta. E’ una piattaforma tecnologica in grado di eseguire applicazioni finanziarie attualmente utilizzate quotidianamente da privati, organizzazioni e governi di tutto il mondo. La piattaforma è costruita a strati, il che dà al sistema la flessibilità per essere più facilmente manutenuto e consentire gli aggiornamenti tramite semplici processi. Cardano è il primo protocollo che incorpora Ouroboros, il consenso raggiunto con la PoS, la proof of stake, una sorta di mining virtuale, senza dispendio di energie (ma che ancora deve dimostrare nei fatti la stessa affidabilità

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