Meltdown e Spectre, le due vulnerabilità insite alle CPU di Intel, AMD e ARM, stanno scuotendo l’intera industria informatica. È soprattutto la seconda (Spectre) a far paura. E non tanto per la semplicità di un eventuale exploit (tutt’altro, la strada è in realtà molto complessa), ma per le potenzialità devastanti di questa storia. Numeri alla mano, la portata di questa vulnerabilità interessa più del 90% dei dispositivi informatici di tutto il mondo (per ora, a quanto pare, rimangono fuori i device dell’IoT come videocamere e termostati intelligenti). E allora è importante chiedersi quali siano i settori più a rischio.

L’e-commerceQuando ci sono di mezzo vulnerabilità informatiche, le transazioni finanziarie sono quelle più soggette ad eventuali attacchi. I dati personali e quelli delle carte di credito sono bocconi ghiotti per i cybercriminali. La portata di Spectre, però, impone un discorso più a monte. Una vulnerabilità come quella scovata, infatti, riguarda anche e soprattutto i vari server cloud delle big company, comprese quelle di e-commerce. I maggiori siti al mondo di e-commerce conservano miliardi di dati sensibili (mail, numeri di telefono, indirizzi e numeri di carte di credito) sulle loro piattaforme cloud. Server con CPU che, alla luce dei fatti, sono potenzialmente vulnerabili. Inutile dire che le conseguenze di un attacco simile sarebbero devastanti. Un’autenticazione in due fattori per ogni account che abbiamo in rete rimane un buon deterrente. Come è utile il classico SMS per ogni utilizzo della carta di credito. In caso di frode, in questi casi, ricevere un rimborso

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