Nuove trovate pseudo-scientifiche: negli Usa si beve acqua non filtrata

Bere acqua non filtrata, che viene direttamente dal terreno. È questa l’ultima trovata pseudo-scientifica, chiamata “raw water”, che sta dilagando negli Stati Uniti. Secondo quanto riporta il New York Times, infatti, alcuni cittadini della Bay Area di San Francisco avrebbero cominciato a bere la “raw water”, credendo che i benefici per la salute di questa acqua grezza includano minerali e microbi presenti in natura, non considerando la moltitudine di sostanze chimiche e contaminanti potenzialmente presenti in un’acqua non trattata.
La nuova mania, come sottolinea il New York Times, è fondamentalmente alimentata dalla diffidenza degli americani nei confronti dei rifornimenti idrici pubblici, compresi i processi di disinfezione a cui viene sottoposta l’acqua, fondamentali per prevenire la diffusione di virus, batteri e parassiti pericolosi.
Ma la realtà, per ogni acqua inadeguatamente trattata, è solamente una: a volte può contenere sostanze tossiche, come l’arsenico, metalli come l’uranio o contaminanti provenienti dalle attività agricole come i nitrati, e quei microbi che possono essere pericolosi per la nostra salute, se non mortali. Tanto per chiarirci, fin dall’antichità, le civiltà hanno cercato di pulire le loro riserve d’acqua: gli antichi egizi, per esempio, depuravano l’acqua torbida usando tecniche come il filtraggio attraverso il carbone, l’esposizione alla luce solare e l’ebollizione. Nel lontano 1908, le aziende pubbliche statunitensi iniziarono a concentrarsi sulla rimozione di microbi pericolosi dall’acqua contaminata, rivolgendosi per la prima volta alla disinfezione di cloro e riuscendo così a ridurre drasticamente i casi di malattie mortali da tifo e colera.
Va sottolineato, tuttavia, che ultimamente ci sono stati

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