(Foto: SEBASTIEN BOZON/AFP/Getty Images)Una nuova speranza per combattere il morbo di Alzheimer arriva dai laboratori della Lancaster University nel Regno Unito. Infatti, in una ricerca appena pubblicata sulle pagine di Brain Research, il team di ricercatori inglesi ha scoperto che un farmaco originariamente sviluppato per il diabete di tipo 2 potrebbe essere un possibile trattamento anche per il morbo di Alzheimer.
Più precisamente, come si legge nello studio, questo farmaco si è dimostrato in grado di “invertire significativamente la perdita di memoria” nei topi attraverso un triplice metodo di azione e potrebbe offrire quindi sostanziali miglioramenti nel trattamento della malattia di Alzheimer.
“In assenza di nuove cure in quasi 15 anni dobbiamo trovare nuovi modi per affrontare l’Alzheimer”, spiega Doug Brown, direttore ricerca e sviluppo della Alzheimer’s Society. “È fondamentale sapere se i farmaci sviluppati per il trattamento di altre condizioni possono essere utili alle persone con Alzheimer e altre forme di demenza. Sebbene i benefici di questi farmaci a triplo agonista siano stati finora trovati solo nei topi, altri studi con farmaci anti-diabetici esistenti, come il liraglutide, hanno mostrato una reale promessa per le persone con l’Alzheimer ed è quindi fondamentale un ulteriore sviluppo di questa ricerca”.
In sostanza, il team di ricercatori inglesi ha scoperto che il farmaco a triplo recettore, o agonista, per il diabete (che è fattore di rischio per l’Alzheimer ed è implicato nella progressione della malattia) agisce in diversi modi per proteggere il cervello dalla degenerazione. Fondamentalmente, connette Glp-1, Gip e Glucagon che sono tutti fattori di crescita

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