Studenti iraniani protestano all’Università di Teheran, 30/12/17 (Foto: The Times of Israel/Afp)Durante i primi 6 giorni di proteste si contano 23 vittime e 450 persone arrestate, un numero imprecisato delle quali condannate alla pena di morte.
Quando e perché
Dallo scorso 28 dicembre i cittadini iraniani sono in piazza per protestare, tra le altre cose, contro l’aumento dei prezzi e contro la mancanza di lavoro.
Dove
Le prime proteste hanno avuto luogo a Mashhad, città di circa 2,5 milioni di abitanti e hanno attraversato l’Iran fino a Rasht vicina al mar Caspio. Si sono poi diffuse in almeno una dozzina di città tra cui Isfahan, Qom, Qazvin, Sārī, Kermanshah, Ahvaz, Hamadān, Rasht, Shahrud, Nowshahr e Kashmar. Sabato 30 dicembre hanno raggiunto la capitale capitale Teheran. Domenica 31 dicembre, si sono estese anche a Bandar Abbas sulla costa meridionale e alle città di Ilam, Baneh e Sanandaj della regione kurda.

Protesters in the capital #Tehran took down a poster of Ayatollah Khamenei, Iran’s Supreme Leader, chanting “Death to You!” pic.twitter.com/DPwd44V1kl
— IranWire (@IranWireEnglish) 30 dicembre 2017

I motivi
I moti si sono rapidamente propagati in altre città e sono ormai fuori controllo, oltre alle richieste di tipo economico, il popolo si dice contro il sistema di governo, ossia la teocrazia islamica introdotta a fine anni ’70 con la rivoluzione khomeinista, oltre a scagliarsi contro il governo di Rouhani e contro lo stesso Khāmeneī. Indigesto anche l’appoggio al regime siriano che il popolo chiede venga subito interrotto.

Chi sono i manifestanti
Le proteste sono state imputate a forze avverse al presidente Hassan Rouhani, precisamente ai

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