Trump ha spostato l’asse terrestre, ecco perché i sondaggi oggi non funzionano più

Il giorno dopo le elezioni presidenziali il diffusissimo quotidiano USA Today accompagnava la notizia della vittoria di Trump con la domanda “come è possibile che i sondaggi e le previsioni elettorali siano state così sbagliate?”. In verità molti altri giornali e commentatori politici sono stati più diretti e si sono lanciati in una campagna di denigrazione di sondaggi e sondaggisti che, dopo la batosta del Brexit, suona come un funerale per il mondo dei sondaggi e delle predizioni politiche. Ma insomma, cosa è andato veramente storto? Come mai sondaggi e predizioni politiche sembrano non funzionare più? Sembra strano dirlo dopo un evento di tale portata, ma in realtà il problema non è nei sondaggi.

I MODELLI SONO LA SFERA DI CRISTALLO PER VEDERE IL FUTURO
I sondaggi per definizione non sono che una misurazione, e come tutte le misurazioni hanno un intervallo di confidenza. Nel caso dei sondaggi questo intervallo di confidenza, per il livello di campionamento che può essere ragionevolmente eseguito, è sempre tra i 2 e 5 punti percentuali. Alcuni cercano di ovviare a questo problema facendo le medie dei sondaggi, i cosiddetti super-ensemble, ma bisogna stare attenti perché date le differenze metodologiche non è detto che la cura sia sempre meglio della malattia. Insomma quando si leggono i sondaggi dovremmo sempre tenere presente che differenze fino a 3-4 punti percentuali sono molto spesso non significative. Il punto fondamentale però è che i sondaggi non sono una predizione, sono una fotografia. Per fare le previsioni servono dei modelli, che, assumendo il dato, siano capaci di proiettare nel

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