Windows Movie Maker, il programma fake è una truffa

Non aprite quel link perché è una truffa. Si tratta del programma per il montaggio video Windows Movie Maker, rimosso dagli store ufficiali lo scorso gennaio e rilanciato in versione fake da qualche truffatore digitale abile a sfruttare il richiamo di una delle più diffuse (e semplici) applicazioni per realizzare videoclip. A scoprire il raggiro sono stato i ricercatori di Eset, fornitore di software per la sicurezza informatica, secondo i quali l’apice dei download si è verificato in Italia durante i primi giorni di novembre, raggiungendo il 9% di infezioni.
A facilitare il percorso del falso programma è stata l’indicizzazione su Google, derivata dall’alto numero di ricerche degli internauti, che digitano i termini “Windows Movie Maker” o “Movie Maker”. Ancora adesso, mentre si scrive, il link che rimanda al fake windows-movie-maker.org è in cima alla lista di risultati sul motore di ricerca più utilizzato al mondo. Un po’ meglio va con Bing, dove il link truffa non figura più nella prima pagina dei risultati di ricerca. Eset ha segnalato la questione a Google e Microsoft, oltre a bloccare il sito web che ospita il programma, rilevato come Win32/Hoax.MovieMaker.
Il link del falso programma compare ancora in cima ai risultati di GoogleQuanto alla truffa, la dinamica è la seguente. Una volta che l’utente ha installato il software, si ottiene una versione di prova con l’invito all’aggiornamento per contare su tutte le funzionalità: davanti a ripetuti messaggi di acquisto della versione completa, in particolar modo nel momento in cui si vuole salvare il nuovo documento,

Articoli correlati

  • Gmail e il pericolo delle mail con la data di scadenzaJune 11, 2018 Gmail e il pericolo delle mail con la data di scadenza Web 0.0 di Biancoshock – Civitacampomarano (CB), 2016Tra le novità arrivate con la ristrutturazione di Gmail c’è la funzione che consente di impostare una scadenza alle mail in uscita, chiamata Confidential mode, che è valso il paragone con Snapchat o al...
  • YouTube ci riprova contro le Fake News identificando le fonti autorevoliJuly 10, 2018 YouTube ci riprova contro le Fake News identificando le fonti autorevoli YouTube rimette mano a uno dei principali problemi che ha tenuto banco prima che tutti fossero assorbiti dallo scandalo di Cambridge Analytica e dalle sue ripercussioni sulla privacy, cioè la disinformazione sulla piattaforma. L’azienda annuncia nuove funzioni a contrasto, nell&rsquo...
  • Privacy e gdpr, i giganti tech si riuniscono per affrontare il problemaJune 26, 2018 Privacy e gdpr, i giganti tech si riuniscono per affrontare il problema Le preoccupazioni dei consumatori nei confronti della privacy sono tutt’altro che scemate con lo sfumare (almeno per le cronache) dello scandalo Cambridge Analytica. C’è ancora molto di cui discutere e per questo i giganti della Silicon Valley hanno appunto domani per un e...
  • Sì, ai Mondiali la Francia ha battuto anche (soprattutto) il razzismo socialJuly 16, 2018 Sì, ai Mondiali la Francia ha battuto anche (soprattutto) il razzismo social Getty ImagesPer prima cosa volevo ringraziare le orde di sovranisti, fascisti e commentatori con la bava alla bocca per avermi portato a tifare Francia, non pensavo sarebbe mai successo, ma vedere così tanta gente segretamente invidiosa delle doti atletiche dei calciatori francesi mi ha po...
  • Tu ti muovi davanti alla webcam, Google trova una gif corrispondenteJuly 24, 2018 Tu ti muovi davanti alla webcam, Google trova una gif corrispondente Move Mirror (Foto: Google)Mettiti in movimento davanti alla webcam e lascia che Google intercetti movenze corrispondenti a quelle che stai eseguendo da un catalogo di 80mila immagini. Questo fa Move Mirror, il nuovo esperimento di Intelligenza Artificiale di The Big G. Probabilmente qualcuno...
  • Google mette la sua foto tra i criminali australiani: fa causa per diffamazioneJune 14, 2018 Google mette la sua foto tra i criminali australiani: fa causa per diffamazione Beccarsi un colpo di pistola nella schiena mentre si è seduti al ristorante nel 2004 e poi finire nei risultati di ricerca sotto la voce “Melbourne criminal underworld photos“: Milorad “Michael” Trkulja non ci sta. La sua battaglia legale contro Google può co...

Continua a leggere

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *