(Foto: flickr)Lo scorso 17 ottobre la presidente della camera Laura Boldrini era ritornata sul progetto #BastaBufale, nato con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani italiani e insegnare loro a riconoscere le notizie vere da quelle false.
Sull’iniziativa si era concentrato anche il New York Times che aveva enfatizzato la bontà di un progetto formativo che sarebbe entrato in diverse scuole italiane in favore di circa 4,2 milioni di studenti che frequentano le scuole medie e le superiori. Una forma di educazione civica battezzata con il nome di #BastaBufale.
Il progetto inizia il 31 ottobre, con la benedizione del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Il decalogo da somministrare ai giovani è pronto, nato in collaborazione con Facebook, Google, Rai, lo stesso Miur, la Federazione italiana editori giornali (Fieg), Confindustria e il debunker Paolo Attivissimo.
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Il richiamo alle responsabilitàLaura Boldrini, oggetto in passato di campagne di odio, come riferisce Repubblica ha scritto a Mark Zuckerberg chiedendogli maggiore vigilanza per i contenuti creati, postati e condivisi dagli italiani perché “trenta milioni di utenti in Italia meritano un investimento maggiore da parte dell’azienda”.
Piccoli debunker cresconoLaura Boldrini e Valeria Fedeli hanno scelto

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