cybersecurity
La falla scoperta la scorsa settimana che mette a rischio il protocollo di comunicazione WiFi Wpa2, utilizzato in milioni di reti wireless (anche domestiche) in tutto il mondo, è solo l’ultimo episodio di una lista lunghissima. Gli allarmi relativi alle vulnerabilità di siti e sistemi, i sono all’ordine del giorno o quasi. E rivelano spesso l’enorme portata del fenomeno. L’offensiva scagliata fra maggio e luglio di quest’anno ai danni di Equifax, una delle maggiori agenzie di credit reporting americane, pare abbia comportato il furto dei dati personali di 143 milioni di persone. In 209mila casi è stato sottratto anche il numero della carta di credito. Numeri enormi, per l’appunto, che interessano anche l’Italia, dove nel primo semestre dell’anno (i dati sono del Clusit) gli attacchi gravi di dominio pubblico, che hanno avuto cioè un impatto significativo in termini di danno economico, reputazione e diffusione di dati sensibili, sono stati 571. L’8% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Nel complesso, i primi sei mesi del 2017 si classificano come i peggiori di sempre per la sicurezza informatica.
La cybersecurity vale oro e non è solo un modo di dire. Parliamo infatti di un giro d’affari mondiale che nel 2016 ha superato quota 75 miliardi di dollari e che potrebbe oltrepassare la soglia dei 100 miliardi entro il 2020. Coinvolgendo, direttamente, anche le startup. Se il panorama delle minacce informatiche odierne è sempre più ampio, complesso e variegato, allo stesso modo ci sono una miriade di nuove imprese che offrono prodotti

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