Obesità, alzare di poco i prezzi delle bevande zuccherate ne diminuisce davvero il consumo

Aumentare il prezzo delle bevande zuccherate, per diminuirne la vendita. A riuscirci è stata una catena di ristoranti italiani del Regno Unito, Jamie’s Italian, che ha aumentato leggermente il costo delle bevande zuccherate, notando un successivo calo delle vendite. Un’operazione che è stata sottoposta allo scrutinio dal team di ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine dell’Università di Cambridge, che ritengono di avere la prova di come questo tipo di misure possano realmente essere valide (con una dimostrazione sul campo) per le strategie di prevenzione di alcune malattie, come per esempio l’obesità.
Molti studi recenti avevano già dimostrato come il consumo eccessivo di bevande zuccherate sia associato ad alcune malattie, tra cui l’obesità, il diabete, malattie cardiovascolari e problemi ai denti. E proprio per questo motivo, un consumo misurato di queste bevande, estremamente caloriche, potrebbe ridurre l’aumento di peso, soprattutto per i bambini e gli adolescenti. Finora, però il modo più efficace per incoraggiare un comportamento più sano e adeguato non era ancora chiaro.
Ora, questo studio, apparso sulle pagine del Journal of Epidemiology & Community Health, ha scoperto che l’aggiunta di soli 10 pence (circa 10 centesimi di euro) al costo delle bevande zuccherate vendute nei 37 ristoranti italiani dello chef Jamie Oliver è stata associata a una diminuzione dell’11% delle vendite di queste bevande per cliente, 12 settimane dopo averne aumentato il prezzo e un ulteriore calo del 9,3% nei sei mesi successivi. “Attualmente, l’obesità, il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari sono tra le più urgenti

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