(foto via Pixabay)Sono 16 i farmaci il cui brevetto andrà in scadenza entro la fine del 2017 e la competizione con i corrispettivi equivalenti e biosimilari dovrebbe far risparmiare sia ai pazienti sia al Sistema sanitario nazionale qualcosa come 600mila euro. La lista dei brevetti in scadenza, resa nota da Assogenerici (l’organo di rappresentanza ufficiale dell’industria dei farmaci generici equivalenti e biosimilari in Italia), comprende prevalentemente farmaci di classe A, ma ci sono anche due farmaci di classe H e due di classe C, tra cui il costoso ma assai utilizzato Cialis.
Ecco la lista dei brevetti in scadenza:
Rosuvastatina (Crestor) – diffusissimo anti-colesterolo
Rupatadina (Pafinur) – antistaminico
Olmesartan (Olmetec) – anti-ipertensivo
Dutasteride (Avodart/Duagen) – farmaco per i problemi di prostata
Tadalafil (Cialis) – trattamento delle disfunzioni erettili
Bimatoprost – trattamento del glaucoma
Caspofungin – anti-micotico, viene utilizzato nelle candidosi per esempio
Bosentan – vasodilatatore
Ertapenem – antibiotico
Tramadolo + paracetamolo – analgesico, combatte il dolore
Etoricoxib – antinfiammatorio
Tigeciclina – antibiotico
Pegfilgrastim (Neulasta) – trattamento della neutropenia indotta dalla chemioterapia
Abatacept (Orencia) – immunosoppressivo
Olopatadina – anti-allergico
Valganciclovir – antivirale
Assogenerici stima che la decadenza dei brevetti possa portare a un abbassamento dei prezzi fino al 60% sul costo dell’originale, che, su un mercato che oltrepassa il miliardo di euro, corrisponderebbero a un risparmio di 600mila euro, a giovamento sia dei pazienti sia del Sistema sanitario nazionale.
Ci si augura, insomma, soprattutto per Cialis e Crestor, che si replichi la situazione che l’anno passato si è verificata con Imatinib, il principio attivo di uno dei primi “anticancro intelligenti”. Se infatti il costo di una pastiglia del farmaco originale

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