(Foto: Maurizio Pesce / Wired)Quanto è imbarazzante parlare con il proprio assistente vocale in pubblico? Secondo molti utenti di smartphone fin troppo, al punto che una buona percentuale di questi piuttosto che farsi ascoltare mentre impartisce ordini a un algoritmo preferisce rinunciare a sfruttarne i servigi. Per questo probabilmente Google ha intenzione di rivedere la parola d’ordine che attiva il suo Google Assistant, passando dalla classica “Ok, Google”, a un “Hey Google” che ricorda l’attivazione di Siri, Alexa e Cortana.
L’idea che rimbalza nella testa degli ingegneri di Mountain View è stata intercettata sotto forma di linee di codice all’interno della versione 7.3.28.21 dell’app di ricerca Google, al momento disponibile solo sui nuovi Google Pixel 2 freschi di annuncio. Non è ancora chiaro dunque se la novità sia già pronta, se sarà disponibile per tutti dopo il lancio dei telefoni o se occorrerà ancora del tempo prima che arrivi sugli altri smartphone.
Per quel che concerne la scelta di un Apriti Sesamo così simile a quello scelto dalla concorrenza, occorre considerare che trovarne uno originale non è semplicissimo: la frase in questione dev’essere allo stesso tempo sufficientemente complessa da permettere all’algoritmo in ascolto di identificarla inequivocabilmente, ma soprattutto abbastanza semplice e immediata perché un essere umano non si trovi in imbarazzo nel pronunciarla, in salotto o sui mezzi pubblici.
Un’ipotesi è che la società voglia rendere possibile, almeno in un primo momento, attivare l’assistente digitale utilizzando entrambe le parole d’ordine: “Ok, Google” rimarrebbe attivo in fase di transizione per poi lasciare il posto

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