Se esiste un ambito del diritto che – più degli altri – si affanna a essere al passo con quello che accade nella società, è il diritto dei media. I tempi del legislatore faticano a inseguire la velocità che, grazie alla tecnologia, sta caratterizzando le trasformazioni del mondo dell’informazione; la giurisprudenza e gli studiosi tentano di trovare soluzioni ai problemi nuovi con le norme vecchie. Da questo intreccio nasce un dialogo difficile tra un legislatore assente, giudici alla ricerca della soluzione nel caso concreto e commentatori a volte trasportati dalla fantasia, altre volte ancorati ai principi costituzionali.
Per dare conto e fare sì che questo dialogo sia ordinato, puntuale e si mantenga su una solida base scientifica nasce oggi «Medialaws – Rivista di diritto dei media», un legal journal «geneticamente interdisciplinare, aperto ai diversi campi del sapere giuridico ma anche ai rapporti tra diritto ed altre scienze», come spiegano nell’editoriale del primo numero – disponibile da questa settimana online – Oreste Pollicino (professore dell’Università Bocconi) e Giulio Enea Vigevani (professore dell’Università Bicocca) che, insieme a Carlo Melzi d’Eril (avvocato), dirigono il periodico.

La rivista – la cui redazione è coordinata da Marco Bassini (assegnista di ricerca all’Università Bocconi) -, avrà una cadenza quadrimestrale e nasce dal blog medialaws.eu, aperto nel 2010 con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per chiunque fosse interessato alle trasformazioni del diritto all’informazione alla prova del nuovo contesto tecnologico. «Nel tempo – si spiega sempre nell’editoriale -, la piattaforma ha attratto contenuti di spessore giuridico sempre

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