Le startup delle tecnologie sociali

Il loro sogno di architetti è far vedere le opere d’arte ai non vedenti. Grazie alla tecnologia Nfc e a partner significativi come Hsl, azienda che stampa i prototipi della Ferrari e come Antenna International società mondiale di audioguide. Oltre che la collaborazione indispensabile con l’Istituto Nazionale dei Ciechi e il Royal Institute of Blind People. Tooteko è una startup a vocazione sociale che sta testando un bracciale, lettore di sensori Nfc posizionati su modelli 3D in scala di sculture e architetture. Il bracciale a sua volta comunica con lo smartphone che legge ad alta voce tutte le informazioni storico-artistiche. Il sistema sarà presto in sperimentazione in un museo romano. “Stiamo anche testando la tecnologia in ambito medico – spiega Serena Ruffato, co-fondatrice della società che ha vinto diversi premi e, dopo un periodo a Berlino, ora è incubata da Working Capital – I non vedenti potrebbero avere accesso a tutte le informazioni farmaceutiche, oggi molto difficile per loro”.
Una nuova economia
Tooteko è una delle startup che saranno presenti allo spazio Social Tech, organizzato nell’ambito del Workshop sull’impresa sociale di Iris Network (da domani 10 settembre a Riva) con l’obiettivo di avvicinare e orientare l’innovazione tecnologica al sociale. Di per sé tutte le innovazioni hanno potenzialmente una forte ricaduta sulla collettività. Nel caso di Riva si vogliono indagare non solo le tecnologie, soprattutto i dispositivi, che meglio possono risolvere bisogni di inclusione sociale, dalla disabilità ai disturbi dell’apprendimento. Ma anche indagare come le tecnologie sociali si stiano evolvendo. “E’ un settore

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