Esultanze, calciatrici e selfie

E’ un derby che non entusiasma più. Quello tra Fifa e Pes, le due simulazioni del gioco del calcio, più famose del mercato dei videogiochi, è una sfida che non appassiona. Ricordiamo in modo succinto le tappe. Fino al 2012 la fanno da padrona i giapponesi di Konami che con Pro Evolution Soccer mettono in campo un gioco tattico e piacevole, da giocare a gomitate con l’amico davanti al televisore. E con la migliore fisica del pallone. Il rivale Electronic Arts, un gigante di prima grandezza di questa industria, sa che il soccer videoludico può valere molto (sicuramente in Italia dove ogni anno si conferma il videogioco più venduto). Investe negli studios canadesi, acquista licenze dalla Fifa, si compra i diritti sui campionati di calcio dell’universo-mondo, insomma mette un sacco di soldi nello sviluppo e nel marketing. Lo sforzo è notevole e produce risultati. Diventano il primo titolo di calcio per console. Nel frattempo i giapponesi mancano lo sbarco su console e si perdono in un gorgo di bug e imperfezioni da cui escono solo negli ultimi due anni. Sembrano volersi accontentare di un pubblico di super-affezionati ma di nicchia.
Oggi il videogioco di Konami è diventato competitivo. Ma i due titolo hanno scelto strade divergenti. Inutile paragonarli. Pes continua apparire più adotto a chi preferisce un calcio ragionato, tattico ma anche fisico nei contrasti. Da campetto di periferia e quindi divertente da giocare.
Fifa invece resta sontuoso come la Champions League. Migliore, va detto senza reticenza o nostalgia. E’ come aver acquistato un

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