Il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia è stato conferito, quest’anno, per metà all’irlandese William C. Campbell, trasferito negli Usa, dove è professore emerito nella Drew University di Madison, in New Jersey, e al giapponese Satoshi Omura, professore emerito nell’università di Kitasato; per l’altra metà alla scienziata cinese Youyou Tu, la dodicesima donna a ricevere il premio e dal 2000 ai vertici dell’Accademia di medicina Tradizionale Cinese.
Ai tre scienziati il merito di aver «rivoluzionato il trattamento di malattie parassitarie», come la cecità fluviale, la filariasi linfatica e la malaria. Le malattie causate da parassiti, bersaglio di nuove terapie messe a punto da Campbell e Omura, hanno rappresentato per millenni una piaga per l’umanità. E ancora oggi costituiscono un grave problema di salute globale nelle popolazioni più povere del mondo. Le terapie sviluppate da Campbell e Omura hanno rivoluzionato il trattamento di alcune delle più devastanti di queste patologie: hanno scoperto un nuovo farmaco, l’ivermectina, i cui derivati hanno abbassato radicalmente l’incidenza della cecità fluviale (o oncocerchiasi) e della filariasi linfatica e si sono dimostrati efficaci contro un crescente numero di altre patologie parassitarie.
Le ricerche di Youyou Tu hanno invece portato all’artemisinina, medicinale che ha significativamente ridotto il tasso di mortalità dei pazienti colpiti da malaria. Queste due scoperte – rileva il comitato dei Nobel – hanno fornito all’umanità nuove armi per combattere malattie debilitanti che colpiscono centinaia di milioni di persone ogni anno. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dal 2000 le morti per malaria sono diminuite del

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